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Eccovi la lista dei siti italiani con eredità radioattiva
Eccovi la lista dei siti italiani con eredità radioattiva
Fonte: E-gazette http://www.e-gazette.it
Sono diversi i territori che ospitano l'eredità nucleare del nostro paese. Ecco, dunque, una panoramica sui siti italiani e sulle loro condizioni.
La centrale nucleare Enrico Fermi di Trino costituì la prima iniziativa industriale avviata in Italia in campo nucleare. I lavori di costruzione iniziarono nel 1961 e il 21 giugno 1964 il reattore raggiunse la prima criticità, iniziando dal 22 ottobre 1964 ad immettere elettricità in rete. La centrale ha prodotto complessivamente 26 miliardi di kWh di elettricità. Nel novembre 1999 la proprietà della centrale - così come per le altre tre centrali nucleari italiane - è stata trasferita a Sogin, che ha il mandato di procedere alla sistemazione dei materiali radioattivi presenti nel sito, allo smantellamento della centrale e al recupero e alla valorizzazione dell'area. Nel 2000, Sogin ha predisposto e presentato alle competenti autorità il progetto globale di smantellamento dell'impianto.
La centrale di Caorso è la più recente e la più grande delle centrali nucleari realizzate in Italia. Il reattore di Caorso ha raggiunto la prima criticità il 31 dicembre 1977 e il primo parallelo con la rete nazionale è stato effettuato il 23 maggio 1978. Nel periodo di esercizio, durato fino al 1986, la centrale ha prodotto complessivamente 29 miliardi di kWh. Presso la centrale di Caorso è tuttora stoccato il combustibile utilizzato in fase di esercizio (1.032 elementi), che è stato trasferito nelle piscine di decadimento. Nell'impianto sono inoltre immagazzinati rifiuti radioattivi che derivano in massima parte dal periodo di esercizio e in misura minore dalle attività propedeutiche allo smantellamento già condotte. Sono attualmente stoccati nell'impianto circa 6.800 fusti da 220 litri di rifiuti non condizionati, per complessivi 1.600 metri cubi circa.
La centrale di Latina fu la prima centrale nucleare a entrare in funzione in Italia. Il reattore raggiunse la prima criticità il 27 dicembre 1962. Il primo parallelo della centrale con la rete elettrica nazionale venne effettuato il 12 maggio 1963. Dall'inizio dell'esercizio fino all'ultimo arresto (26 novembre 1986) l'impianto ha prodotto circa 26 miliardi di kWh. Tutto il combustibile nucleare utilizzato durante l'esercizio è stato allontanato e inviato in Inghilterra per il trattamento. Nel periodo marzo-giugno 1991 è stato alienato il combustibile fresco non utilizzato presente in centrale. Nel 2000 Sogin ha presentato alle autorità competenti il progetto di smantellamento dell'impianto.
La centrale del Garigliano appartiene alla prima generazione degli impianti nucleari. Il reattore raggiunse la prima criticità il 5 giugno 1963. Nel 1981 l'Enel decise di non riavviare più la centrale. Attualmente vi sono giacenti materiali radioattivi costituiti da materiale metallico ad alta attività, estratti e condizionati mediante cementazione, depositati temporaneamente in un locale opportunamente predisposto e rifiuti radioattivi a media e bassa attività, temporaneamente conservati e stoccati nell'area rifiuti radioattivi dell'impianto. Il programma predisposto da Sogin punta al totale smantellamento dell'impianto e al ripristino ambientale dell'area entro il 2016.
L'impianto Eurex di Saluggia (Vercelli), realizzato nel periodo 1965-1970, aveva come obiettivo il riprocessamento dei combustibili dei reattori di ricerca della comunità europea. A partire dal 1984 l'impianto di riprocessamento non ha più funzionato. Dall'impianto Eurex di Saluggia, "sono state completate" le attività preliminari allo svuotamento della piscina, avverte Sogin. L'ultima fase "di questo programma di messa in sicurezza accelerato, avviato la scorsa estate, riguarda il trasferimento del combustibile nucleare nel deposito temporaneo di Avogadro".
Il deposito Avogadro di Saluggia (Vercelli) realizzato da Fiat alla fine degli anni ‘50 come reattore nucleare sperimentale, è stato successivamente trasformato nell'anno 1984 in deposito per combustibile irraggiato di proprietà Enel. Vi sono stati stoccati 49 elementi provenienti dalla centrale di Trino vercellese e 322 elementi provenienti dalla centrale del Garigliano. A partire dal 1984 l'impianto di riprocessamento non ha più funzionato e l'attività più significativa svolta in Eurex è stata la solidificazione delle soluzioni di plutonio ottenute dal riprocessamento degli elementi candu, mediante l'impianto umcp, unità manuale di conversione del plutonio (dal giugno 1988 al marzo 1991). E’ stato trasferito rispettivamente a Sellafield (Regno Unito) e a Savannah river (Stati Uniti) il combustibile Magnox della centrale di Latina e il combustibile mtr dei reattori di ricerca, precedentemente immagazzinato nella piscina dell'impianto.
L'impianto di Bosco Marengo (Al) ha operato dal 1973 al 1995 fabbricando combustibili per le centrali nucleari italiane e anche per reattori esteri. Da Bosco Marengo, altro sito piemontese gestito da Sogin, "è partito di recente il terzo ed ultimo carico di uranio presente nell'ex impianto nucleare, con destinazione Kazakistan", dice la società. Con questa spedizione, "che segue e completa le due precedenti avvenute nel gennaio e nel maggio 2006 (47 tonnellate allontanate in undici mesi), è stato allontanato tutto l'uranio ancora in giacenza a Bosco Marengo dalla definitiva fermata dell'impianto".
L'impianto Itrec, Cr Trisaia, Rotondella (Mt). L'impianto Itrec (impianto trattamento elementi combustibile), realizzato nel periodo 1965-1975, aveva come obiettivo la dimostrazione della fattibilità della chiusura del ciclo uranio-torio, con il riprocessamento del combustibile irraggiato e la rifabbricazione remotizzata del nuovo combustibile. Attualmente sono presenti rifiuti a bassa e media attività.
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