ELENCO DEGLI APPROFONDIMENTI
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Come ridurre i rifiuti urbani

Come ridurre i rifiuti urbani
Fonte: Enel Ambiente http://www.enel.it/attivita/ambiente
Produrre meno rifiuti è il principale obiettivo da perseguire nel quadro di una strategia integrata di gestione. Una apposita Commissione ministeriale spiega come perseguire questo obiettivo
Quali tecnologie di gestione e smaltimento si presentano più utili e convenienti per venire a capo del “problema rifiuti” in Italia?
L’interrogativo assume particolare rilevanza alla luce degli ultimi dati forniti dall’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (APAT), che evidenziano un aumento rilevante nella produzione nazionale di rifiuti urbani, con valori di crescita che viaggiano ad un tasso ben superiore a quello del PIL.
Proprio per dare una risposta a questo interrogativo, nello scorso gennaio il ministro dell’Ambiente ha dato incarico ad una apposita Commissione ministeriale di approfondire il tema delle tecnologie applicate al settore dei rifiuti. Il risultato di questo lavoro è stato consegnato nei giorni scorsi sotto forma di un rapporto “leggero”, composto solo da una decina di pagine, ma ricche di spunti di particolare interesse.
Non è solo un problema di tecnologie
La prima notazione da fare è che la domanda di partenza è rimasta almeno in parte deliberatamente inevasa. Le ragioni sono spiegate proprio in apertura del documento.
«Il problema dei rifiuti non può essere risolto soltanto in termini di tecnologie di smaltimento, ma deve essere affrontato a largo spettro, intervenendo con tecnologie appropriate e con opportune iniziative di tipo gestionale in ogni sua fase». L’impostazione che ne segue tiene conto, pertanto, di una gerarchia di azioni che ha al vertice l’impegno per la “riduzione”, la necessità cioè di ridurre in via preventiva la formazione dei rifiuti, e all’ultimo posto lo smaltimento, che – almeno tendenzialmente - occorre azzerare.
Tale approccio non rappresenta una novità. È infatti quello che l’Unione Europea ha fatto proprio sin dall’adozione del Sesto Programma d’Azione per l’Ambiente. Ma è nuovo, per lo meno in Italia, il tentativo di specificare in dettaglio l’insieme dei percorsi possibili per arrivare ad un risultato che finora è sempre rimasto a livello di enunciazione di principio.
Il merito principale di questo rapporto sta proprio nell’aver declinato con chiarezza un certo numero di azioni che possono essere messe concretamente in atto per ridurre i rifiuti, semplicemente modificando, a costo zero, alcune regole che vigono sul mercato.
Prevenire la formazione dei rifiuti
La “reintroduzione” del sistema dei vuoti a rendere in vetro e l’imposizione di una tassa cauzionale anche per i contenitori in altro materiale è il primo suggerimento della Commissione.
Anche in questo caso non si tratta di una novità: è infatti il sistema che era in vigore in Italia in un’epoca in cui il problema dei rifiuti non costituiva un’emergenza, ma il basso tenore di vita consigliava comportamenti virtuosi, orientati al risparmio e al recupero. Oggi invece l’uso di alcune tipologie di imballaggi –osserva nel rapporto – è «economicamente conveniente in quanto il costo cui si fa riferimento è solo quello di produzione e non quello di smaltimento». Rovesciando questa logica, il conferimento indifferenziato di questi contenitori o il loro abbandono nell’ambiente diventano azioni “onerose”, destinate a regredire nei comportamenti individuali Sulla stessa lunghezza d’onda è il suggerimento relativo alla sostituzione degli imballaggi a perdere con soluzioni alternative già disponibili. Il rilievo vale, ad esempio, per le cassette del settore ortofrutticolo e per gli imballaggi in polistirene e in polistirolo utilizzati per elettrodomestici, che possono essere restituiti e riutilizzati in sostituzione di nuovi imballaggi.
Più problematica, anche sotto l’aspetto del coinvolgimenti dei consumatori, si presenta la promozione di punti vendita di beni liquidi sfusi “alla spina”. Se è vero, infatti, che sono molti i prodotti che possono essere venduti sfusi, imbottigliandoli in contenitori portati direttamente dai consumatori, è anche vero che un tale sistema non è facilmente gestibile in relazione alle garanzie che occorre fornire sulla qualità del prodotto fornito. Secondo la Commissione, tuttavia, si tratta di una strada non solo percorribile, ma «già immediatamente applicabile» da parte delle catene della grande distribuzione.
Minori problemi di applicazione presentano i sistemi di incentivazione al compostaggio domestico che, peraltro, già diverse amministrazioni locali hanno attivato o hanno in programma di realizzare. Nonostante questa pratica sia soprattutto indicata per abitazioni che dispongano di giardini o ampi terrazzi, con opportuni accorgimenti – sostiene la Commissione – è possibile promuoverla anche in altre situazioni abitative.
Ottimizzare la raccolta differenziata
Anche per la fase successiva alla riduzione dei rifiuti, cioè quella di gestione della raccolta, emergono indicazioni operative di interesse. In particolare, per perseguire l’obiettivo di ottimizzare la raccolta differenziata, è necessario superare la raccolta stradale basata sui cassonetti dedicati, rivelatasi non idonea a garantire un controllo qualitativo e quantitativo dei rifiuti conferiti. Si deve invece optare per raccolte domiciliari delle diverse frazioni merceologiche. Tale passaggio comporterebbe un aumento dei costi, che verrebbe però compensato dalla possibilità di cedere a prezzo pieno i materiali raccolti ai Consorzi obbligatori, con minori costi per lo smaltimento della frazione residuale. Ma oltre alle soluzioni impiantistiche mirate a ottimizzare la raccolta differenziata è anche necessario introdurre «sistemi che la rendano conveniente o quantomeno rendano meno conveniente il non farla».
La trasformazione della tassa sui rifiuti in tariffa può rappresentare il migliore strumento in tal senso. A condizione che si operino opportune correzioni al quadro normativo e applicativo, in grado di assegnare rigore al calcolo della quota variabile della tariffa, cioè della componente che deve essere corrisposta per far fronte ai costi dei quantitativi dei rifiuti avviati allo smaltimento indifferenziato. Angelo Cipro
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