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Elettrosmog. Gli effetti biologici delle radiazioni elettromagnetiche
Gli effetti biologici delle radiazioni elettromagnetiche.
Di Vincenzo Annino, mailto:enzo.annino@nettuno.it
E’ stato in generale predetto che gli effetti più significativi delle radiazioni elettromagnetiche, quando venissero superate dosi prestabilite, possono essere i seguenti:
- disturbi psicosomatici, cefalea, astenia, insonnia
- opacizzazione di cristallino
- ridotta fertilità
- maggior rischio di leucemia e di tumori di tipo emolinfopoietici
Tali effetti, come anticipato sopra, sono da attribuire al superamento di una soglia di dose assorbita di radiazioni ( prodotto della intensità media della radiazioni assorbite per il relativo tempo di esposizione ).
Più specificamente gli effetti delle radiazioni elettromagnetiche sono dovuti a due tipi di interazioni, che si possono definire rispettivamente macroscopici e microscopici.
Gli effetti macroscopici sono quelli causati da radiazioni di intensità tale da dare luogo a riscaldamento dei tessuti; questo riscaldamento non è avvertito dal soggetto colpito, perché il riscaldamento è interno al corpo, lontano dai recettori termici che sono sulla pelle. Gli effetti maggiori si hanno per frequenze comprese nel campo 30 – 200 Mhz ( inclusi quindi gli effetti delle radiazioni a bassa frequenza emesse dagli elettrodotti ad alta tensione ); esistono fattori di risonanza spaziale del corpo umano con le lunghezza d’onda di tali radiazioni. L’eccessivo riscaldamento dei tessuti dovuto all’energia che la radiazione trasmette loro può causare alterazioni del DNA. Studi, esperimenti di laboratorio ed analisi epidemiologiche hanno permesso di determinare i livelli di potenza elettrica trasmessa, e quindi di campo elettrico e magnetico prodotti da elettrodotti o da trasmittenti radio, che danno luogo nel breve termine ad effetti biologici significativi.
Gli effetti microscopici sono invece legati, oltre che all’energia della radiazione, alla sua frequenza. Gli esseri viventi sono dei generatori di onde elettromagnetiche di data frequenza, associate ai loro processi biologici; le radiazioni elettromagnetiche esterne possono entrare in risonanza con alcune di quelle prodotte dall’essere vivente amplificandone i relativi processi biologici, oppure possono interferire con esse modificando i processi biologici stessi.
Studi ed esperimenti di laboratorio hanno consentito l’esame di queste interazioni pericolose, che possono assumere le forme seguenti:
- alterazione di concentrazione di leucociti e di linfociti
- diminuzione di produzione di melatonina ( e conseguente ridotta difesa contro l’insorgenza di tumori )
- alterazione del metabolismo del calcio ( con effetti sul sistema nervoso )
- aumento di vita media dei radicali liberi ( e ancora ridotta difesa contro l’insorgenza di tumori )
- inibizione dell’attività dei neuroni
- riduzione dell’efficacia della barriera sanguigna nei confronti di elementi tossici che possono entrare nel cervello
A livello normativo in Italia tuttavia si ritiene che questi effetti, ( che, nel lungo termine e per dosi di specifico valore possono, come già detto, indurre tumori, oltre a generare disturbi transitori quali insonnia, inappetenza, riduzione della libido, mal di testa, … ) non siano stati ancora provati in modo definitivo attraverso studi ed analisi epidemiologiche.
Però studi ed esperimenti che dimostrano la loro esistenza e pericolosità sono disponibili, fin da tempi lontani, presso Enti qualificati ed indipendenti, quali ad esempio: l’ Università di Warwick – Dipartimento di Fisica a Coventry in Inghilterra, l’Istituto Internazionale di Biofisica a Neuss-Holzheim in Germania , l’americana EPA, l’ Istituto Superiore di Sanità in Italia , il CNR italiano, l’Istituto Oncologico Ramazzini di Bologna … . In Appendice I viene fornito un ( limitato ) elenco di articoli che trattano questa materia fin dal 1979; si tratta di studi fatti in Germania, Inghilterra, Stati Uniti, Canada, Norvegia, Italia ... e pubblicati da importanti riviste di Medicina, Biofisica ed Epidemiologia, nonché dagli Enti Sanitari Indipendenti sopra citati.
Una Commissione Tecnica insediata dal Comune di Bologna fin dal 1997 ( sette anni or sono ), ad esempio, ha concluso che : “ l’esposizione ai campi ad alta frequenza sembra rappresentare un possibile fattore cancerogeno per l’uomo, sia pure di modesta entità, con bersagli dell’azione cancerogena simili a quelli dovuti ai campi a frequenza più bassa ( quelli: dovuti agli elettrodotti ad alta tensione ), anche se i dati sono più scarsi “ .
In Italia sono prevalentemente noti gli effetti delle radiazioni elettromagnetiche a bassa frequenza prodotte dagli elettrodotti; leader in questi studi in Italia è stato l’Istituto Oncologico Ramazzini di Bologna; in base a studi di questo tipo i livelli di accettabilità delle radiazioni a bassa frequenza sono stati recentemente abbassati. Ora l’Istituto Ramazzini ha intrapreso una ampia ricerca sugli effetti delle radiazioni in alta frequenza, i cui risultati saranno ottenuti, presumibilmente, entro un paio d’anni e si andranno ad aggiungere a quelli già esistenti e citati in Appendice I.
Bibliografia relativa agli effetti biologici delle radiazioni elettromagnetiche
Hyland GJ - “ The physiological and enviromental effects of non-ionizing radiations “ , EEC Private Treaty n. EP/IV/STOA/2000/07/03 - 2000 e 2002
( Questo è un documento di sintesi abbastanza aggiornato, che si può facilmente
reperire su Internet facendo semplicemente riferimento al nome dell’autore ).
R. Santini - “ Telephones cellulaires: Danger? « - M. Pietteur Editions - 1998
( Questo documento è stato prodotto per il Parlamento Europeo, riferimento al
deputato mr. G. Tamino , protocollato nel 2001 )
F. Marinelli , D. La Sala, G. Cicciotti, L. Cattini, C. Trimarchi, S. Putti, A. Zamparelli, L. Giuliani, G. Tomassetti, C. Cinti – “ Exposure to 900 Mhz elecromagantic field induces an umbalance between pro-apoptotic and pro-survival signals in T.Lymphoblastod Leucemia cells “ - J Cell Physiology, ITOI-CNR Bologna - 02/2004
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CNR, Congresso Codacons di Ischia- 20/10/2001
L. Giuliani, De Ninno - “ Prova sperimentale dell’effetto risonante di deboli campi elettromagnetici sulle molecole biologiche e sulle cellule “ , ISPESL, Congresso Codacons di Ischia- 20/10/2001
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(importante studio sperimentale della Nasa che fin dal 1980 dimostrava effetti biologici importanti ad un livello di potenza delle radiazioni pari qualche microwatt/cm2, in un campo di frequenze, tipico dei cellulari, da 0,4 a 3 Ghz )
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