ELENCO DEGLI APPROFONDIMENTI
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Caccia e incolumità pubblica: nascono i Comitati di cittadini denominati: Caccia il Cacciatore

Caccia e incolumità pubblica: nascono i Comitati di cittadini "Caccia il Cacciatore"

Da decenni in Italia si dibatte in tema di caccia, ma uno degli aspetti fondamentali dell'attività venatoria viene sistematicamente trascurato: il problema dell'incolumità pubblica. La caccia consiste infatti nell'uso di armi da fuoco, da parte di dilettanti e per puro "divertimento", sul territorio aperto al libero transito di chiunque o addirittura nelle altrui proprietà private, a prescindere dal consenso del proprietario.

L'entità del problema è enorme: basti pensare che in proporzione (contando le giornate di caccia e quelle di lavoro), gli incidenti mortali di caccia sono il 640% rispetto a quelli sul lavoro, e il 15% in più rispetto agli incidenti mortali in auto, cifre inaccettabili per un'attività che, al contrario dell'uso dell'auto e del lavoro, non è né utile né necessaria.

Ed è un problema che tocca tutti, chi abita o lavora in campagna, come anche vi si reca nei fine settimana per delle escursioni: chiunque può diventare bersaglio dei cacciatori, adulti, bambini, animali domestici. Numerosi sono infatti ogni anno i feriti, 86 nell'ultima stagione di caccia, 94 nella precedente, ma sono solo stime per difetto, calcolate da una rassegna stampa solo parziale.

Ancora di più, certamente centinaia di migliaia, sono le persone che devono subire l'arroganza e la prepotenza dei cacciatori, coloro che abitano e lavorano in campagna: individui armati che entrano nei loro fondi, spesso perfino nei giardini, spari vicino alle case, muri scorticati dai pallini, insulti e minacce se si prova a fare qualche rimostranza, terrore di lasciare i bambini a giocare davanti a casa, impossibilità di godersi una passeggiata nel circondario, danni all'attività agricola, danni all'attività turistica.

Ma anche i cittadini che, pur abitando in città, amano recarsi in campagna o in montagna nei week-end, per camminare, andare a funghi e in generale godersi la natura devono fare i conti col serio pericolo di venire impallinati.

E' lecito ritenere il divertimento di un 1% di italiani più importante della incolumità e del diritto di godere di un bene comune - la natura - del restante 99%?

La risposta è ovviamente no, ed è un no forte e chiaro quello espresso dall'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia, che promuove, all'interno della campagna "Caccia il Cacciatore" iniziative propositive, che offrono a ciascuno strumenti per risolvere il problema e che, tutte assieme, possono far giungere quanto prima alla soluzione finale: l'abolizione totale della caccia.

L'iniziativa principale della Campagna è la nascita dei Comitati di Cittadini Caccia il Cacciatore, a cui tutti possono aderire, da ogni parte d'Italia. L'adesione ai Comitati è una presa di posizione personale di ciascun cittadino: aderire significa mettere la caccia al primo posto nelle proprie future scelte elettorali escludendo ogni politico che non abbia preso concrete iniziative contro di essa. Affermare cioè con il proprio voto che non è degno di rappresentarci un politico che ritenga lecito che individui armati possano aggirarsi sul territorio nel più assoluto disprezzo del nostro diritto alla sicurezza.

Insieme, potremo fare veramente la differenza e far sentire il nostro peso di elettori sulle istituzioni! L'adesione ai Comitati è gratuita e non comporta alcun obbligo. Per aderire, basta compilare il modulo on-line o cartaceo presente sul sito http://www.cacciailcacciatore.org

Sul sito sono anche disponibili materiali informativi e vari suggerimenti, nella classica sezione "Cosa puoi fare tu" per impegnarsi in prima persona in questa iniziativa.

Grazie a tutti per la partecipazione!
Lo staff di Caccia il Cacciatore
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